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I MITI DEL ROCK: OZZY OSBOURNE

I MITI DEL ROCK: OZZY OSBOURNE

Inauguriamo una nuova rubrica, nella quale parleremo di quelle figure che hanno lasciato il segno nella storia della musica e in particolare in quella del rock. Cantanti, compositori, musicisti, poco importa: ciò che conta è che con la loro musica abbiano influenzato il genere, facendolo evolvere e preparando il terreno per le nuove generazioni dopo di loro.

Cominciamo con Ozzy Osbourne, uno di quegli artisti controversi capaci di spaccare il pubblico letteralmente a metà: o lo si odia o lo si ama, senza mezze misure – come lo è del resto lui. Pronti per cominciare un viaggio nella storia di Ozzy?

Le umili origini

Nato a Birmingham, in Inghilterra, il 3 dicembre del 1948 e con il nome di John Michael Osbourne, il futuro rockettaro ha passato gran parte della sua infanzia a giocare per le strade di una città industriale fortemente colpita dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Ozzy è cresciuto al numero 14 di Lodge Road, insieme a tre sorelle (Jean, Iris e Gillian e a due fratelli, Paul e Tony.  Una casa decisamente modesta, tanto che la stanza dove dormivano i fratelli Osbourne non aveva neppure un bagno: per fare la pipì, c’era un secchio sistemato ai piedi del letto. La toilette, infatti, era all’esterno dell’abitazione.

Le ristrettezze economiche in cui versava la famiglia Osbourne costringeva i suoi componenti ad utilizzare carta di giornale, al posto della carta igienica. Addirittura non c’era né acqua corrente né sapone a disposizione, tanto che in un’intervista Ozzy ha ricordato come da ragazzo si sentisse sempre sporco e se ne vergognasse.

L’amore per i genitori e la scuola

Spesso mamma e papà fantasticano sul futuro dei propri figli, immaginandoseli ricchi e famosi. Jack Osbourne aveva un certo sesto senso, tanto che predisse a Ozzy un futuro molto particolare: “Tu farai qualcosa di molto speciale, o finirai in prigione”. Ci ha azzeccato in pieno, non c’è che dire.

Jack Osbourne era un attrezzista, lavoratore instancabile, così come la madre Lillian. Quando l’uomo tornava a casa dal suo turno notturno, la donna si recava in fabbrica. L’etica del lavoro è qualcosa che tutti i figli di Jack e Lillian hanno imparato.

A scuola, il piccolo John soffriva di dislessia, una condizione che lo avrebbe potuto tormentare, come accaduto per tanti suoi coetanei dell’epoca. Ozzy però decise di diventare una sorta di giullare di classe, cercando di far ridere tutti. In realtà, era il suo modo per lanciare un grido d’aiuto disperato. Non si dice che spesso i comici siano persone sole e tristi, quando scendono dal palco?

Arriva la prigione

Quando dicevamo che papà Jack ci aveva visto giusto nei confronti di John, lo intendevamo sul serio. Il futuro Ozzy Osbourne sarebbe diventato un’icona del rock, tanto da vedersi dedicare persino una slot machine online, che si può giocare anche su PokerstarsCasino. Non prima però che si verificasse l’altra metà della profezia di Osbourne senior…

A 16 anni, John Osbourne lavorava in un mattatoio. Da adolescente ribelle non voleva un classico lavoro in cui timbrare il cartellino, ma soprattutto si cacciava costantemente nei guai. Una volta provò a intrufolarsi in un negozio dietro casa e naturalmente fu pizzicato dalla polizia. Risultato? Sei settimane dietro le sbarre, che però gli fecero capire due cose: non avrebbe mai voluto tornarci e non avrebbe mai voluto lavorare in fabbrica.

La musica come via di fuga

Nonostante una condizione molto vicina alla povertà, in casa Osbourne non è mai mancata la musica. A 14 anni, il futuro Ozzy scoprì i Beatles, già icone del rock, e se ne innamorò follemente. Il padre non poteva non notare la passione del figlio per la musica, e nonostante le ristrettezze economiche gli regalò 250 sterline, con cui John acquistò un microfono e uno speaker.

Il resto è storia. In cinquant’anni di carriera, Ozzy Osbourne è stato il cantante dei Black Sabbath, con cui ha inciso ben 16 album, alcuni dei quali indimenticabili (Black Sabbath, Master of Reality e Paranoid giusto per citarne solo tre). Sono 21, invece, gli album pubblicati da solista, l’ultimo dei quali, Ordinary Man, uscito quest’anno dopo una pausa di ben 10 anni dall’ultimo, Scream.

Hall of Fame del Rock

Ozzy Osbourne oggi fa parte della Hall of Fame del Rock, ha vinto premi importanti come i Grammy e gli Emmy, e vanta collaborazioni con altre icone del rock e del metal quali Alice Cooper, Motorhead, Rob Zombie, Ringo Starr e persino Post Malone, a testimonianza di una carriera lunghissima e soprattutto di una duttilità che lo hanno reso spalla ideale di cantanti e gruppi di tre o quattro generazioni diverse.

“Il motivo per cui faccio quel che faccio è perché si tratta di quello che tutti vogliono fare, ma che non hanno il coraggio di fare. Non sono altro che una persona onesta”. Firmato Ozzy Osbourne.